Scriveresti, caro babbo Natale

Mio figlio ha solo 5 anni e la sua letterina a Babbo Natale è semplice e concisa, lui ha suggerito e papà ha scritto, poche richieste, poche parole, è solo un bambino e ciò che vive, le sue emozioni, i suoi stati d’animo di certo non va a scriverli su una letterina, una letterina che (secondo lui) andrà tra le mani del suo amico con la barba.

Eh si, babbo Natale, che bello sarebbe avere un amico che una volta l’anno esaudisce i desideri, basterebbe essere buono qualche giorno l’anno, se sei stato un po’ monello lui ti perdona, magari fa finta di non vedere, lui che vede tutto!

Quante volte, giocando un po’ di anticipo, mentre siamo ancora al mare, la frase che ci viene in mente é: “ Guarda che babbo Natale guarda tutto, fai il bravo altrimenti niente regalo!”

I mesi passano, gli anni anche, ma l’uomo vestito di rosso rimane.

Con le sue renne viaggia nel cielo stellato, sotto la neve sfida freddo e ghiaccio e scendendo dal camino, poco importa se non ne hai uno, entra in silenzio in casa, mangia i suoi biscotti di panpepato, beve il suo bicchiere di latte, lascia il  dono e corre via.  Altra casa, altri bimbi, altri sogni, altre vite.

Tutto muore tranne lui, tutto cambia ma lui no, tutto invecchia ma non Babbo Natale. Che bello sarebbe un mondo con il suo Babbo Natale.

A volte anche noi grandi vorremmo il nostro Babbo Natale. Con noi adulti il suo lavoro sarebbe triplo, con gli adulti niente giocattoli, se va bene mamma chiede la lavastoviglie, papà il suo profumo preferito, nonna una macchina per cucina nuova, se va male… le richieste cambiano, papà gli chiedere un lavoro, mamma un po’ di soldini per pagare l’affitto, nonna una pensione dignitosa.

Mah, torniamo alla nostra letterina, la letterina di un bambino come gli altri, che vive in una famiglia qualunque e come tutti i bambini vive la sua vita senza ma e senza se.

Cosa scriverebbe mio figlio al suo omone buono? Non lo so, ma provo a interpretare, provo ad entrare nel suo cuore, provo a guardare con i suoi occhi.

Caro babbo Natale,

rieccoci, stessa casa, stesso bambino, stesso foglio bianco, stessa penna blu.

Comincio con lo scriverti che credo di essere stato buono,  non ne ho la certezza, ho preso qualche rimprovero, son stato un paio di volte in punizione, ho detto qualche bugia e almeno 4 volte a settimana non ho mangiato tutto. Piccole cose, roba da bambini, nulla di così grave vero?

Natale è alle porte, la casa profuma di biscotti della nonna, pian piano si riempie di colori e luci brillanti, nei negozi è tutto bellissimo, mi piacciono un mondo quei pupazzetti e palline colorate, è tutto magico, quasi surreale.

L’altra sera ho visto un carillon bellissimo, inneggiava al Natale, quella melodia mi ha incantato, son rimasto fermo davanti al suo splendore per moltissimo tempo, ho girato la corda tante di quelle volte che a un certo punto la commessa del negozio ha dovuto dire a mamma che il carillon si poteva rompere. Rimprovero!

Non ho ancora capito perché quando vado con mamma e papà al centro commerciale e passiamo dal reparto giocattoli sento e vedo sempre bambini in preda a crisi di pianto. A dire il vero un paio di volte ho pianto anche io, ma, quello squalo gigante era davvero meraviglioso! Mamma ha detto…scriviamo a babbo Natale, non è sicuro che te ne porti uno, ma ci proviamo.

Quindi, io andrei al sodo, me lo porteresti quello squalo gigante? Se non hai uno squalo andrebbe bene un leone, se non hai un leone andrebbe bene un’aquila, se non hai un’aquila…vedi tu!

Se ti chiedessi di riportarmi mio nonno me lo riporteresti? Questo regalo te lo chiedo per nonna, lei ora è così sola, così triste. Beh, se lui tornasse faresti un grosso regalo anche a me, io e lui eravamo molto amici lo sia? Ma io sono forte, mi manca ma taccio, voglio piangere ma faccio il duro, io non sono più un bambino, sono grande e i grandi non piangono mai, anche se quando nonno è andato via ho visto piangere tutti.

Non ho molto altro da chiederti, mi basta una macchina telecomandata senza occhi e senza bocca, una macchinina semplice, rossa, non molto grande, pensi sia possibile?

Mi piacerebbe tanto riceve in dono una sorellina, ma per questa richiesta credo che tu possa far poco, intanto aspetto, intanto cresco, intanto mi godo la mia mamma e il mio papà, che sono tutta la mia vita.

A mamma non portar nulla, a lei ci penso io, le ho disegnato un grande cuore che ho nascosto nell’armadio, lei sarà felice, ne sono certo. Per il mio papà? Anche a lui ci penso io, tu pensa ai bimbi poveri, alle persone sole e agli ammalati, fai tutto ciò che puoi, io confido in te.

Ti lascio come sempre i biscotti e il latte sotto l’albero così quando arrivi mangi qualcosa e poi riparti, non fare briciole che poi mamma deve pulire!

Non stancarti tanto, dalle foto ti vedo un po’ anziano e ora ho davvero paura della morte.

Salutami le renne. Come vorrei volare una notte con voi, essere sopra tutto e tutti e poter oltre le nuvole riabbracciare ancora il mio nonnino. Bacialo tu per me, digli che gli voglio bene e che io non lo dimenticherò mai.

Ciao, buon lavoro, se tutto fila liscio ci si scrive l’anno prossimo.

Francesco , 5 anni.

Se lui leggesse, se lui esistesse, se lui potrebbe, forse il nostro, sarebbe un mondo migliore.

 

 

Lascia un commento