Mamme in viaggio e signore verdi

Vado o non vado, vado o non vado? Ma no! Non ci vado!

Ecco, avevo deciso di non andarci: troppo lontana Milano, troppo stress, troppa paura di viaggiare, i bimbi dove li lascio? Come faccio senza loro? E poi dove dormo? Come mi sposto? Non conosco nessuno! Mi sentirei spaesata, lontana da casa in una città che solo a nominarla mi mette ansia…MILANO!

Ma voi la conoscete Milano? Avete idea di quanto è grande Milano? Di quanta gente ci vive, ci lavora, di quante persone di tutto il mondo affollano le strade? Milano è immensa e io arrivo da una città microscopica a confronto, il panettiere nel mio paese lo hai dietro casa, ma che dico dietro casa…il panettiere ti suona il campanello e ti porta il pane a casa! A Milano il panettiere con il furgoncino citofonerebbe al massimo il vicino di casa, pover uomo, imbottigliato nel traffico che vorrebbe diventare il Supermen dei panini!

A Milano non si scherza eh… quelli fanno sul serio e sono pure corridori! Si si, corridori! A Milano si corre! Si corre sempre, anche sulle scale mobili! Tu sei lì che ti godi il giretto e intorno vedi gente che e se non stai attenta fai un volo, si, perché potrebbe arrivarti un corridore da dietro e tu, che vieni da un paese dove la scala mobile al massimo la trovi all’ipermercato, voli! Ecco un consiglio, se andate a Milano e salite su una scala mobile, tenetevi sulla destra del gradino se volete farvi un giretto, così il corridore di turno trova campo libero per la sua maratona 🙂

Si, a Milano vanno di fretta e ci credo eh!

Lì per spostarti devi fare prima un rosario, se devi attraversare la città una benedizione non sarebbe male!

La metropolitana, l’avete presente si? No perché io non l’avevo presente, nella mia cittadina al massimo c’è un treno tutto scassato e nemmeno internazionale! Sulla metro devi essere vigile, sveglia, attenta! Mentre sul nostro treno puoi farti anche un’ora di sonno, leggere in intero libro o scrivere un romanzo, sulla metropolitana devi essere scattante! Non ci pensare al telefonino sulla metropolitana, quello ti fa perdere l’attimo, credimi! Le porte del treno infernale sono micidiali, al massimo ti danno 5 secondi, se in 5 secondi non sei fuori sei “fregata”, lui ti porta alla fermata successiva. La metropolitana è per gente dinamica, sprint, oppure, piazzati davanti alla porta di uscita, incollati al poggia mani e non ti muovere di lì finché non sei alla tua fermata, ma sii scattante, la gente corre anche lì, appena la porta si apre buttati a pesce fuori e non farti vedere lenta, a Milano, si corre!!

Ecco, poi non vi dico cosa comporta non avere l’auto per spostarsi dall’altro lato della città! La città è super attrezzata, ma devi avere un portafoglio bello pieno. A Milano ci sono più semafori che persone e se becchi l’onda rossa…uhhh!!!! Allora si che avresti tempo per raccontare al tassista tutta la tua vita! Se devi finire un romanzo mettiti comoda, se devi chiamare la mamma fallo pure, se devi fare l’uncinetto accomodati! Ma troviamo il lato positivo, mettiamo che tu abbia un sacco di soldi e ogni giorno in un mese vuoi spostarti a Milano con un Taxi, potresti finire il libro che a casa non riesci a finire di scrivere, potresti farti un maglione nuovo! Potresti chiamare tutte le amiche che non chiami da anni, potresti farti anche la ceretta che i tuoi figli non ti lasciano fare in bagno! Ma non è una “figata” questa Milano?

OK, torniamo al dunque, vado o non vado a Milano?

No, no, me ne resto a casa!

Click, arriva una mail, dalla Signora in verde, voi conoscete la signora in giallo ma vi assicuro che al mondo esiste anche la signora in verde! Lei.

Questo mammacheblog sarà speciale, vi invito a partecipare!

La Signora in verde, in arte Jolanda Restano, aveva ragione, l’evento è stato meraviglioso, interessante, ricco di contenuti e mi son portata a casa una busta piena di regalini omaggiati dagli sponsor…e poi questi sponsor li maltrattano, ma che volete da questi poveretti? Ti riempiono anche le buste gratis!

I figli erano al sicuro, con babbo, nonni, zii, cugini, forse nelle 36 ore senza la mamma staranno anche meglio, il marito mangia dalla sua mammina, e poi le suocere le massacriamo, un po’ di cose buone le hai messe in valigia ( non esiste una pugliese che parte e non porta con lei due taralli e due dolcetti), che sei terrona lo sai e ne vai fiera… Vattene a Milano va!

Il mammacheblog è un evento aperto a tutte le mamme, zie, nonne, babbi del mondo che hanno un blog, qualsiasi blog, tu puoi anche avere un blog nascosto, all’evento ci puoi andare: entri gratis, mangi, bevi, impari, incontri, fai amicizie (dipende) e ti porti a casa brioche, Galatine, agende, penne, porta cellulare subacqueo, ciucci, cucchiai per bambini, calamite, ti puoi portare a casa anche uno schampoo anti-pidocchi che poi devi regolare perché in aereo non lo puoi fare  che “sfiga”!

Non importa se vai al mammacheblog e all’inizio vorresti sprofondare sotto la terra che calpesti o vorresti nasconderti nelle tue scarpe! Non importa se alla domanda: “che blog hai?”, tu ti incarti e diventi rossa come un pomodoro. E non importa se tutti parlano con cadenza meravigliosa e tu sei una Pugliese con cadenza che fa schifo! Alla fine, basta amare la propria terra per non sentirti inferiore a nessuno.

La Signora in verde con tutto il suo staff, marito incluso, sono lì, pronti a tutto, cordiali, ospitali, ti danno più cibo e bevande loro all’evento che a una sagra in Umbria, non devi nemmeno comprarti l’acquaaaaaa!

E poi, vogliamo arrivare alle cose serie? Tu, che hai un blog, anche un piccolo blog, anche un minuscolo blog, anche un blog segreto, al mammacheblog impari! Impari da chi è esperto! Impari da dove iniziare, come fare, come scrivere e qualche nodo viene anche al pettine.

Notizie curiose, notizie tecniche, notizie pratiche, notizie informatiche, notizie su notizie, ore di full immersion, io ho fatto anche un corso di fotografia di 3 ore! Ma Santa donna in verde, ma come sapevi che volevo fare un corso accelerato di fotografia! Dillo che pensavi a me quando ti è venuta questa idea! :)))) Scusa, il prossimo anno lo fai un corso di accelerato di cucina? Si perché, il prossimo anno, io mi alleno, mi alleno davvero, mi alleno alla corsa, con la dizione, perdo pure quei cinque kg che questa volta mi son portata dietro, io vengo eh!

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E poi dai, una Pugliese che va Milano e mangia è una cosa da raccontare! Preciso che a Milano mangiano ma non quanto si mangia da noi, ma non è questione di fame, è questione credo di cultura, noi pugliesi mangiamo anche quando non abbiamo fame! “Scusi, gradisce?” “No, grazie, non ho fame! Ma, vabbè, me lo dia!”. Noi non corriamo e possiamo mangiare :)))

Beh, comunque, spero che il lato ironico del post non abbia urtato nessuno, i Milanesi mi hanno stupita! Nel mio viaggio avrò chiesto 50 informazioni e tutte le volte questi “alieni” sono stati cordialissimi, un ragazzo per strada si è anche scomodato per prendere il telefono e aprire Google map. ( anche io avevo Google map!!!) il tipo delle consegne ha avuto la pazienza di andare in auto e chiedere al suo collega dov’era la via che cercavo e io credevo che uno che che per lavoro consegna pacchi sapesse tutte le strade del mondo e non è vero che i milanesi sono freddi, distaccati, anzi, sorridono sempre, loro, io credo, sorridono anche per farti contenta, magari gli stai sulle scatole, ma loro sono educati e sorridono!

Al mammacheblog arrivano mamme da ogni posto, da ogni angolo di Italia, ho sentito anche un’accento sardo! Ma vi immaginate questa mamma Sarda quante ore di viaggio? Spero abbia preso l’aereo!

Al mammacheblog fai amicizie, ma devi essere disposta a farle, devi buttarti, intrufolarti come uno scoiattolo tra le blogger, dire la tua (io ho taciuto come un pesce), fare selfie (io nemmeno mezzo) scattare foto, sorridere, avere voglia di imparare, puoi ascoltare, capire, riflettere, puoi travolgere o lasciarti travolgere ( per me la seconda).

Al mamacheblog ci sei tu, il tuo blog che forse vale na ciofeca, ma chi se ne frega, ci sei tu, una mamma come le altre che scrive a modo suo o scrive come tante altre, ci sei tu con i tuoi sogni nel cassetto, con le tue ambizioni dimenticate, con una valigia di cartone piena di voglia di fare ma paura di cadere, al mamma che blog c’è una parte di te che nessuno conosceva prima, c’è anche quella parte che avresti voluto lasciare a casa, in quel luogo, pieno di mamme zampillanti, c’è magia, la magia che porti a casa e poi il mattino dopo, alle 5:00, ti fa mettere al pc. a scrivere un papiro come questo, papiro che così lungo, forse, non l’hai mai scritto!

Al mammacheblog ci sono anche blogger che forse da oggi non seguirai più, blogger che da oggi seguirai, super blogger che sanno di esserlo, mini blogger che sognano di diventare super, ci sono anche mamme deliziose piene di inventiva, geniali, come la mia compagna di stanza con cui non ho nemmeno scambiato il numero di telefono.

Al mammacheblog incontri mamma felice e dal sorriso t’accorgi che è felice per davvero.

E incontri gente strana.

Al mammacheblog incontri chi volevi incontrare.

Al mammacheblog perdi il biglietto del bus, perdi le penne, perdi la linea e se non corri perdi anche l’aereo!

Al mammacheblog potresti scoprire di voler esser qualcun’altra ma potresti anche confermare a te stessa che tu vuoi rimanere tu, diventata ciò che sei oggi perché ieri hai sofferto troppo.

Al mammacheblog c’è la signora in verde: la grandissima donna Jolanda Restano, una donna che definirei carismatica! Un uragano, geniale, simpatica, verde, una signora con gli attributi! E c’è tutto il suo staff!

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Al mammacheblog, non criticare, non giudicare, non “rompere” con quello ha fatto o quello ha detto l’altra, cerca di pensare a te stessa, infondo la strada che tu devi percorrere è solo tua, che ti frega della strada degli altri?

Al mammacheblog comunque vada sarà un successo!

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Storie su storie, mamme su mamme, sogni su sogni, donne su donne, bimbi su bimbi, al mammacheblog puoi anche portare i bambini, lo staff pensa anche a loro! Cibo, giochi, attività per tutti!

Ciao Milano, terra di pensieri liberi e corridori instancabili, è stato bello essere una pugliesotta a Milan! Ora torno a casa, commossa, consapevole, un po’ più grande, un po’ meno sprovveduta, un po’ meno “alla ciarlona”, io torno a casa dai miei uomini di 40, 8 e 1 anno e torno a casa dalle mie mozzarelle e dalla burrata, ci avete provato a conquistarmi con la vostra stracciatella sugli spaghetti, ma mi spiace, la nostra è più buona!

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