Ma tu mamma, lo faresti un altro figlio?

ma tu mamma, lo faresti un altro figlio?

Ma tu mamma, lo faresti un altro figlio? Tu, madre tutto fare, sempre di corsa, sempre impegnata, sempre indaffarata,  amorevole,  severa, forse  prigioniera felice di amori immensi che davanti a te prendono forma, crescono, diventano grandi…

Ma tu, che per quei figli hai messo su i kili, messo su casa, messo su muri alti che per anni hanno tenuto lontana la beata libertà…

Ma tu, perennemente giudicata, additata, colpevolizzata: lo vizi troppo – ti dicono – lo culli poco, lo abbraccio spesso, non l’hai educato!

Tu che passi pomeriggi interi tra tabelline ed equazioni, che ti sei ripassata la grammatica, l’algebra  e la geometria, che hai imparato i verbi e i congiuntivi ripetendo con tuo figlio ogni genere di lezione…

Ma tu che a sera crolli sul divano, che al mattino ti svegli presto, rifai i letti, rifai il bucato, riprepari il pranzo, riprepari il cuore ad ennesime delusioni che non tarderanno ad arrivare…

Ma tu, che ti sei subita un lungo travaglio, che hai scordato l’epidutale, che hai fatto tre cesari, che hai sopportato l’ostetrica bisbetica, la suocera invadente, la sorella rompi scatole…

TU, che ti sei portata il figlio a casa e per interi notti non hai dormito, che l’hai portato nel lettone e ti sei sentita giudicata, che hai fatto tutto di testa tua e ti sei sentita giudicata…

Ma tu lo faresti un altro figlio? Tu, prima donna in carriera e poi madre licenziata, prima “gnocca” da paura poi casalinga in ciabatte e grembiule, prima figlia coccolata e poi madre un po’ stressata…

Tu che ti dimeni tra ufficio e casa, che non fai più una doccia sola, che entri in bagno e ti chiudi a chiave, che parli agli orsi dei cartoni animati, ai camioncini e ai burattini, alle Barbie, ai cicciobello,  fai l’aereplanino con il cucchiaio e poi ti si sbrodola il sugo addosso…

Tu, bella, davvero bella, con quelle rughe che sanno d’amore, con quegli occhiali anni 60, con quella maglia anni 90 e il telefonino che non sai usare…

Ma tu, che a fine mese tiri su i conti e quel bilancio non quadra mai..cosa non dici, cosa pensi davvero, cosa vorresti?

Nonostante tutto, nonostante le lacrime, i sacrifici e i bocconi amari che hai ingoiato, nonostante le delusioni che ti porti addosso, nonostante le cose a cui rinunciato…

Tu lo faresti un altro figlio?

In nome di quell’amore immenso che non ha eguali, che non ha barriere, che non ha confini, tu lo faresti (o lo avresti fatto) un altro figlio?

Io sì. Forse. Chissà. Tu?

 

Lascia un commento