La madre che vorresti

Non sono, forse,  la madre che vorresti.

Nessuno nasce genitore mentre tutti nasciamo figli.

Da figli immaginiamo il futuro, da figli si fantastica, si analizzano i genitori, si trovano i difetti  e poi si tirano le somme.

Quanti difetti ho trovato in mia madre… Quanti difetti, oggi, tu vedi in me.

Mi scruti, mi guardi, mi giudichi, mi ami, mi avvicini e poi allontani.

Ed io ti osservo, ti cerco, ti ammonisco, ti insegno, ti amo e non voglio perderti.

Ma ti perdo ogni volta che ti voglio cambiare, ti perdo ogni volta che dico: “ Fai presto!”

Ti perdo ogni volta che il mio amore si ribella, ti perdo ogni volta che le mie paure soffocano anche te.

Un genitore lo sa, un genitore lo sente, un genitore intuisce, mentre un figlio vuol vivere, ignora i pericoli e si sente grande.

Non sei un mio diritto e nemmeno un mio oggetto, ma mi trema il cuore se ti fanno del male, mi si stritola l’anima se non rispondi al telefono e mi sento morire se mi guardi e non m’ami.

Crescerai, capirai, ti farai  delle domande.

Son diventata grande anche io, mi sono fatta domande, ho capito crescendo.

E mia madre io la amo.

Spero m’amerai anche tu.