Da figlio unico a desiderio del terzo figlio

Dopo il mio primo figlio presi una decisione drastica: Non farò più figli, anche i figli unici crescono bene. Lo facciamo il terzo figlio?

Passarono sette anni, figlio1 1 reclamava un fratellino e mamma diceva: “ Non stai bene da solo? Lo sai che un fratello o una sorella ti toglierà un sacco di attenzioni?”

Non ero io a parlare, ma il mio egoismo, egoismo di una donna che forse di pazienza non ne aveva  da vendere. Io, una madre in continuo conflitto con se stessa, alla continua ricerca di risposte e certezze “Sono una buona madre? Come posso crescere un altro figlio se già il primo è un grande impegno?”

“Sei egoista” – mi dicevano – Si ero egoista, ora lo so.

Poi arriva figlio 2, un altro maschietto, il figlio che papà vuole e mamma fatica ad accettare, il figlio che nessuno si aspetta ma che il destino ci mette davanti con fiocco dorato, un dono, un grande dono che fa rinascere in me il desiderio di maternità.

Lo facciamo un terzo figlio?

A 36 anni non si è troppo grandi per avere figli ma non si è nemmeno tanto piccole per pensare di programmarlo con calma, non rimpiango i sette anni di differenza che ci sono tra i miei due figli, questo ci ha permesso di  crescere il nostro primo figlio senza toglierli attenzioni e priorità, ciò che rimpiango davvero è avere davanti a me poco tempo per poter decidere di avere un terzo figlio in tutta serenità.

Ora rammento le fasi di mia madre che diceva che i figli si fanno da giovani, aveva ragione, guardo mia sorella che a 29 anni ha già due figli e vedo davanti a lei il tempo prezioso che le permetterà di poter decidere quando e se fare fare un terzo figlio, dinnanzi a me non vedo spazi infiniti e nemmeno una stabilità economica tale da poter indurmi a fare scelte dettate dall’istinto e non dalla ragione.

Mentre prima consideravo pazze le donne con tre o quattro figli, adesso le invidio, invido il loro coraggio e la loro determinazione, invidio il loro saper essere madri in un era che è già difficile essere figli, invidio il loro senso di maternità perché senza senso materno nessuna donna può diventare madre.

Ho due maschietti e un fiocco rosa appeso alla mia porta è un dolce sogno che mi accarezza il cuore, (sarebbe stata la stessa cosa se avessi due femmine, lungi da me passare per una mamma in rosa, volevo un maschio quando aspettavo il primo figlio) ma mi spaventa il pensiero di dover mettere al mondo un altro figlio mentre il mio secondo figlio è così piccolo, cosa gli toglierei? Quanto sarebbe alto il prezzo che lui dovrà pagare? Quante attenzioni gli toglieremmo senza nemmeno rendercene conto?

Farlo crescere mi toglierebbe tempo, decidere di avere un terzo figlio adesso toglierebbe sicuramente qualcosa a lui.

( Leggi anche: Lettera al mio secondogenito )

E poi, avere un terzo maschietto come sarebbe? Essere genitori di figli maschi comporta grandi fatiche, lo Stato non ci aiuta e non ci tutela, figuriamoci se posso pensare che tutelerà e aiuterà i miei figli, è triste scrivere questo ma è quello che provo, è ciò penso.

( Lettera ia miei figli maschi )

Il desiderio di maternità non appartiene a tutti, non è un reato non averlo ma è un grande rimpianto soffocarlo.

Io ho sprecato del tempo, tempo prezioso che ora non riavrò più in dietro, ma  ringrazio il mio Dio per avermi fatto riscoprire madre dandomi un secondo figlio che da sola non avrei mai deciso di avere.

In questi ultimi anni, anni che credo siano stati i più difficili della mia vita, una cosa l’ho imparata, io ho imparato che tutti noi abbiamo un destino segnato.

Non è vero che è difficile vivere, ciò che è davvero difficile, è seguire, è accettare, è accogliere il proprio destino.