A casa della nonna

A casa di mia nonna…

La casa della nonna è una di quelle con le volte a stella (tipiche dell’architettura salentina), col cortile interno dipinto di bianco e le scale in pietra che portano sul terrazzo. Una di quelle con i pavimenti di granito, che mantiene vivo il suo fascino anche dopo 50 e più anni, anche se qualche pezzettino inizia a venire via, anche se per renderlo davvero brillante dovresti passarci la cera.

La casa della nonna ha una soffitta, di quelle in cui per entrarci bisogna stare piegati, almeno nella mia famiglia dove il più basso misura unmetroesessantotto. Lì c’è una madia, piena di posate, bicchieri, utensili, il portapane smaltato bianco e le ceramiche col gallo al centro.

Lì mio nonno aveva i suoi attrezzi di lavoro. E mi sembra di vederlo ancora certe volte, ricurvo sul banco di legno grezzo, con le sue lunghe dita operose.

La casa della nonna ha due aiuole lunghe e strette, dove qualsiasi cosa ci pianti, attecchisce. Dalla menta rigogliosa del nonno, alle cipolle. Perché per sbaglio ce n’è finita una. E per sbaglio ne è nata un’altra. Rossa e succosa.

La casa della nonna si trova in una di quelle strade interne alla via principale, dove ancora le sere d’estate, si spalancano le porte e ci si mette a sedere con le sedie sul marciapiede. In questo caldo agosto lo abbiamo fatto anche noi, con l’Inquilina a far la nanna in passeggino, con le imposte tutte aperte ad arieggiare, fino a quando le stanze raggiungevano una temperatura quantomeno accettabile.

La casa della nonna è piena di ricordi. Quelli belli di quando ancora non era arrivata la malattia. Dei sabati pomeriggio con la nonna, che si andava a comprare la farina e lo zucchero da Rosina, e si tornava a impastare e infornare biscotti.

Quelli brutti della sofferenza che l’ha consumata. E dei litigi tra parenti. Perché le famiglie si sa, sono gioie e dolori.

Quelli nuovi. Perché la casa della nonna è una casa fertile e ci ha portato l’Inquilina.

(Guest post a cura del blog di  mummyinprogress.it    

 35 anni, pugliese, adesso divisa tra il Va’ dove ti porta il cuore e Va’ dove ti porta il lavoro. Mamma pendolare, moglie atipica, mamma perennemente in progress dell’Inquilina sua figlia – Blogger. Web addicted e appassionata di serie tv in lingua originale. Se una cosa non la sai chiedila a Google. )

C’era una casa molto carina

Senza soffitto

Senza cucina

Non si poteva entrarci dentro

Perché non c’era il pavimento

Non si poteva andare a letto

In quella casa non c’era il tetto

Non si poteva fare pipì

Perché non c’era il vasino lì

Ma era bella bella davvero

In via dei matti numero zero

Ma era bella bella davvero

In via dei matti numero zero

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